Le persone da sempre si muovono per ispirazione, nella vita, nel lavoro e nei viaggi!

Prendiamo coraggio, dal coraggio degli altri, misuriamo la nostra posizione nel mondo rispetto al posto che occupano gli altri, nel bene e nel male.

Nella storia dell’uomo il viaggiare era un impresa ardua, eroica, dove si andava spesso incontro alla morte. Se iniziamo da Ulisse, il suo vagare era eroico, spinto non dalla voglia di conoscere, ma dalla voglia di tornare a casa, il viaggio per secoli è stato associato al “ritrono”, la vita ti porta lontano, ma l’eroe ritorna.

Poi nell’ottocento sono nati i grandi viaggi, e a questo punto direi anche i grandi viaggiatori. Spesso erano finanziati da magnati dell’industra del tempo, che assoldavano esploratori per concludere una missione o semplicemente per diletto. In quel caso l’esploratore si muoveva per brama di esplorare e il suo “essere a servizio” di qualcuno era solo il mezzo necessario per continuare ad essere sulla strada. La comunicazione secoli addietro era molto lenta, si conoscono tante storie perché qualcuno ce le ha raccontate con il tempo, magari romanzandole un po’, o perché questi esploratori alla fine hanno scritto dei libri diventati capolavori della letteratura di viaggio.

Nel novecento è nata la beat generation, dove il viaggio rappresentava proprio un trip in senso ampio, o forse dovrei dire in senso letterario. L’irrequietezza era la droga o forse era perché in  viaggio se ne consumava troppa? Intere generazioni ammaliate da Kerouac che sognavano e si sentivano “fighi” leggendo i suoi libri, immaginandosi hobo che percorrevano il mondo, con pochi spiccioli dormendo sui bordi di un binario nel deserto americano, solo per voglia di conoscere. I viaggiatori, eroi, loro avevano avuto il coraggio di vivere una vita scomoda, difficile, di non farsi domande , di andare avanti on the road per un unico anelito! Se non posso fare quello che fa il mio eroe, almeno sogno con lui!

Ma cosa succede adesso? Chi sono i nostri eroi di viaggio nel XXI secolo?

Internet, un elemento che ha rivoluzionato il concetto di eroe del viaggio .

Prima l’eroe raccontava le sue imprese postume, quindi era lontano, idealizzato, sognato.

Ora esiste il 2.0 che può ed è usato in modi moltepilici, spesso evolvono in maniera talemtne rapida che non se ne riesce a tener traccia in letteratura.

Il viaggiatore 2.0 è umano, è tangibile, è riconoscibile, e soprattutto è raggiungibile.

Anche al girono d’oggi ci sono tante persone che affrontatno il viaggio in maniera intensa da scriverne un libro, ed in realtà molti, il libro lo scrivono davvero, ma è solo la conclusione del loro cammino.

Molti dei viaggiatori dei nostri giorni, sono on line, hanno un blog, un profilo Facebook, Twitter, fanno video, ti permetto di far viaggiare le persone con loro, quasi in tempo reale.

Eroe in viaggio

Come cambia la percezione del viaggio visto attraverso i social media?

L’idealizzazione si basa sull immagianzione, gli eroi vengono idealizzati perchè si prendono delle categorie di personalità e si esasperano a li vello iperbolico, la parte “umana” viene tenuta silente, viene zittita, dall eroe stesso o da chi lo guarda, perchè stride con l’immagine eroica.

Ma se noi potessimo vedere un eroe nel quotidiano cosa vedremmo? Un uomo, un uomo come noi, ed è qui che l’eroe diventa mentore.

Quale è la differenza tra eroe e mentore?

L’eroe è posizionato sempre in alto, in una posizione up, dalla quale non può precipitare, o almeno non dovrebbe, se precipita cadiamo in un’altro argomento molto interessante, ma non è questa la sede.

L’eroe è irragiungibile, è quello che vorremmo essere e non potremmo essere mai.

Il mentore è una guida, una persona che ti mostra la via, ti mostra la via con il suo comportamento, Il mentore ti fa vedere come si fa in modo che anche tu possa farlo. La distanza tra i due soggetti si avvicina fino a che le figure si possano confondere, perchè ogni bravo mentore, ad un certo punto, lascia camminare il suo adepto con le proprie gambe, abilita l’altro al cammino.

mentore in viaggio

Il Mentore in viaggio

Il 2.0 ha reso l’eroe un mentore, una guida, le persone vincono le proprie paure perché conosco la realtà di quello che succede in viaggio. Si ha sempre un immaginario molto diverso dei paesi del mondo, si valutano sempre peggiori o molto più pericolosi di come sono in realtà.

Seguire degli influencer del mondo travel, ti porta a conoscere la realtà a vederla con i loro occhi , che possono essere uguali ai tuoi.

Questo è il motivo per cui così tante persone seguono il mondo dei travel blogger on line. Più che travel blogger direi i viaggiatori 2.0, sono delle guide, delle figure di passaggio, chi segue appassionatamente uno di loro, finirà per ripercorrere alcuni punti del proprio viaggio, perché si sente sicuro da quello che ha visto seguendo il suo “mentore”, perché sa a chi chiedere consigli, perché se ha dei dubbi, ora ha le risorse on line per risolverli.

Il web, i blog, il 2.0 portano dei cambiamenti comportamentali, stanno trasformando la maniera di vedere una figura che è sempre esistita nel mondo, il viaggiatore!

Viaggiatore 2.0